Consulente SEO freelance · Alessandro Aru
Consulente SEO per trasformare le ricerche in opportunità commerciali.
Ti aiuto a capire perché il tuo sito non cresce quanto potrebbe, quali pagine meritano più attenzione e cosa conviene fare prima. Lavoro su SEO tecnica, contenuti, architettura, link interni, autorevolezza, conversioni e nuove esperienze di ricerca basate sull’intelligenza artificiale.
Partiamo da una cosa semplice
La SEO non consiste nel mettere una keyword dentro una pagina.
Una persona cerca qualcosa perché ha un dubbio, un problema, un bisogno oppure sta confrontando più soluzioni. Il lavoro SEO inizia prima della keyword. Bisogna capire cosa vuole ottenere quella persona, quale pagina può aiutarla e perché Google dovrebbe considerarla una buona risposta.
Sembra una distinzione piccola. In realtà cambia parecchio il modo di lavorare. Se guardiamo solo le parole chiave rischiamo di creare pagine che ripetono ciò che hanno già scritto tutti. Se guardiamo l’intento, il mercato e il percorso di scelta, possiamo costruire una pagina utile per chi la legge e interessante per il business.
Un consulente SEO deve quindi tenere insieme aspetti molto diversi. Deve capire se Google riesce a scansionare il sito, se le pagine importanti sono indicizzabili, se l’architettura è comprensibile, se i contenuti rispondono alle ricerche, se esistono problemi di cannibalizzazione, se i link interni distribuiscono bene l’importanza e se il sito offre motivi sufficienti per essere scelto.
Il mio obiettivo non è farti comparire per più parole possibili. Voglio capire quali ricerche possono avvicinarti alle persone che hanno valore per la tua attività.
Per questo nella mia consulenza guardo anche ciò che succede dopo il clic. Una pagina può raggiungere una buona posizione e continuare a generare poche richieste. In quel caso non serve festeggiare il ranking. Serve capire perché le persone arrivano e non fanno il passo successivo.
La mia esperienza nella CRO mi aiuta proprio in questa fase. Analizzo la SEO e il comportamento degli utenti insieme, senza trattarli come due mondi separati.
Il percorso che mi interessa
Cosa fa un consulente SEO
Prima di ottimizzare, bisogna capire dove si perde terreno.
Non tutti i siti hanno lo stesso problema. Alcuni pubblicano molto ma distribuiscono male i link interni. Altri hanno pagine valide che Google visita poco. Altri ancora ricevono traffico, ma non convincono chi arriva. La diagnosi serve a evitare mesi di lavoro sulla leva sbagliata.
Diagnosi SEO
Quattro domande prima di qualsiasi piano editoriale.
Google riesce a trovare le pagine?
Capisce quali sono importanti?
Le considera abbastanza utili e affidabili?
Le persone che arrivano compiono l’azione che ci interessa?
Accessibilità
Crawl, indexability, canonical, redirect, robots, sitemap, rendering e problemi che impediscono ai motori di raggiungere correttamente il contenuto.
Rilevanza
Intento, contenuti, struttura, entità, keyword, titoli e completezza della risposta rispetto alla ricerca.
Autorevolezza
Link, citazioni, brand, fonti, reputazione, segnali esterni e motivi che rendono credibile il sito.
Conversione
Messaggio, CTA, prove di fiducia, mobile, form e ostacoli che fanno perdere persone già interessate.
Cosa comprende la consulenza
La SEO ha molte parti. Non tutte servono nello stesso momento.
Evito i pacchetti composti da attività inserite perché “si è sempre fatto così”. Ogni progetto richiede una combinazione diversa. Queste sono le aree su cui intervengo più spesso.
SEO Audit e analisi tecnica
Scansiono il sito e cerco gli ostacoli che possono limitare visibilità e comprensione. Non mi interessa produrre una lista infinita di errori. Mi interessa distinguere ciò che può incidere sul progetto da ciò che può aspettare.
- Indicizzazione e scansione
- Canonical, redirect e status code
- Sitemap, robots e pagine duplicate
- Rendering e problemi JavaScript
- Core Web Vitals e mobile
Keyword, intenti e architettura
Una keyword non è un obiettivo. Studio le ricerche per capire cosa vuole la persona, quali pagine servono e come organizzare il sito per evitare sovrapposizioni inutili.
- Keyword research
- Search intent
- Cluster tematici
- Architettura delle informazioni
- Cannibalizzazione e pagine da consolidare
SEO on-page e contenuti
Rendo le pagine più chiare per chi legge e più facili da interpretare per i motori di ricerca. Lavoro su contenuto, gerarchia, titoli, immagini, entità, link e parti che mancano rispetto all’intento.
- Title, H1 e heading
- Contenuti e completezza
- Immagini e video
- Dati strutturati pertinenti
- Ottimizzazione delle pagine commerciali
Internal linking e priorità
I link interni spiegano quali pagine sono collegate e quali meritano più attenzione. Analizzo percorsi, anchor text, pagine isolate, redirect interni e distribuzione dell’autorevolezza.
- Pagine orfane o poco collegate
- Anchor text descrittive
- Collegamenti tra pillar e approfondimenti
- Link verso pagine commerciali pertinenti
- Riduzione dei passaggi inutili
Autorevolezza, link e citazioni
Un sito vive dentro un ecosistema. Analizzo backlink, menzioni e fonti esterne per capire come il brand viene rappresentato fuori dalle proprie pagine e dove ha senso costruire nuove relazioni.
- Profilo backlink
- Link earning e digital PR
- Citazioni del brand
- Fonti di settore
- Opportunità editoriali
Misurazione e CRO
Guardo Search Console, Analytics e i dati disponibili per capire cosa cambia dopo gli interventi. Se una pagina cresce ma non genera risultati, analizzo anche il messaggio e il percorso di conversione.
- Impression e clic
- Query e landing page
- Lead e vendite
- Form, CTA e UX mobile
- Test e nuove priorità
Se vuoi partire da una fotografia completa della situazione, puoi richiedere una analisi SEO del sito →
Il mio metodo
Non comincio dalla soluzione. Comincio dal problema.
Un sito può perdere traffico per motivi tecnici, per contenuti diventati deboli, per una struttura confusa o per concorrenti che hanno costruito pagine migliori. Il metodo serve a non confondere sintomi e cause.
Business
Capisco cosa vendi, a chi, quali servizi hanno più valore e quali risultati vuoi ottenere.
Dati
Studio Search Console, Analytics, crawling, SERP, backlink, competitor e comportamento degli utenti.
Diagnosi
Distinguo le cause importanti dai problemi secondari e individuo ciò che può produrre un miglioramento.
Roadmap
Ordino gli interventi in base a impatto, difficoltà, tempo e risorse disponibili.
Misura
Controlliamo cosa succede. Se i dati cambiano, cambia anche la strategia.
Come lavoro durante un Audit SEO
Un Audit non dovrebbe essere un PDF pieno di semafori rossi.
Gli strumenti trovano problemi. Il consulente deve capire quali problemi meritano tempo e denaro.
Screaming Frog può mostrarti centinaia di redirect, heading mancanti, canonical differenti, immagini pesanti o URL con determinate caratteristiche. Search Console può mostrarti query in crescita, pagine che perdono clic, problemi di indicizzazione e sezioni che Google visita poco. Semrush e altri strumenti possono aggiungere dati sui competitor e sui backlink.
Nessuno di questi strumenti conosce però da solo il tuo margine, il valore di un lead, la priorità commerciale di un servizio o la ragione per cui una pagina esiste. Questa parte richiede analisi.
Se una categoria e-commerce produce gran parte dei ricavi, un problema tecnico su quella categoria merita attenzione immediata. Un warning su una pagina senza traffico e senza valore commerciale può aspettare. Sembra ovvio, ma molti audit trattano entrambe le cose con lo stesso peso.
Per questo organizzo il lavoro attorno a decisioni. Cosa correggiamo subito? Cosa possiamo testare? Quali pagine aggiorniamo? Quali accorpiamo? Dove manca un contenuto? Quale attività richiede lo sviluppatore? Quale possiamo gestire senza toccare il codice?
| Area | Cosa controllo | Cosa può emergere | Decisione possibile |
|---|---|---|---|
| Indicizzazione | URL indicizzabili, noindex, canonical, sitemap, copertura | Pagine importanti escluse o URL inutili presenti nell’indice | Correggere direttive, canonical o struttura |
| Architettura | Profondità, categorie, cluster, breadcrumb, URL | Pagine importanti troppo lontane o sezioni confuse | Ridisegnare gerarchie e percorsi |
| Contenuti | Intento, completezza, sovrapposizioni, qualità | Articoli simili che competono tra loro | Aggiornare, fondere o eliminare |
| Link interni | Anchor, pagine isolate, redirect interni, distribuzione | Money page poco collegate o link sprecati | Creare collegamenti contestuali migliori |
| Off-page | Backlink, domini, menzioni, pagine collegate | Autorevolezza concentrata su URL secondari | Recuperare, consolidare o acquisire nuove citazioni |
| Conversione | CTA, form, fiducia, mobile, percorso | Traffico che non diventa richiesta o vendita | Rivedere contenuto, prova sociale e UX |
SEO tecnica
La parte tecnica serve a togliere ostacoli, non a collezionare punteggi.
Un sito tecnicamente perfetto che non risponde a nessuna domanda utile continuerà ad avere un problema. Allo stesso modo, un contenuto eccellente può faticare se il sito lo rende difficile da scoprire, indicizzare o interpretare.
Crawling e indicizzazione
Controllo quali URL Google può raggiungere e quali dovrebbe realmente indicizzare. Robots.txt, noindex, canonical e sitemap devono raccontare la stessa storia. I problemi iniziano quando il sito invia segnali contraddittori: una pagina appare nella sitemap ma viene bloccata, una canonical punta altrove oppure migliaia di URL generati da filtri consumano attenzione senza avere utilità.
Rendering e JavaScript
I siti moderni possono caricare parti importanti attraverso JavaScript. Google riesce a elaborare molto JavaScript, ma una configurazione complessa aumenta i punti in cui qualcosa può andare storto. Verifico quindi se il contenuto essenziale compare correttamente, se i link sono raggiungibili e se le informazioni importanti non dipendono da interazioni che un crawler potrebbe non eseguire come previsto.
Velocità ed esperienza mobile
Non inseguo il 100 su PageSpeed per sport. Guardo i problemi che peggiorano l’esperienza reale: caricamenti lenti, layout che salta, elementi difficili da usare su smartphone, immagini troppo pesanti, script inutili e interfacce che rallentano la pagina.
Dati strutturati
I dati strutturati aiutano i motori a interpretare meglio alcune informazioni e possono rendere una pagina idonea a determinate presentazioni in SERP. Li uso quando descrivono qualcosa che esiste realmente nella pagina. Evito invece di aggiungere markup solo perché un plugin lo permette.
Contenuti e SEO on-page
Scrivere di più non significa automaticamente rispondere meglio.
Un contenuto lungo può essere ottimo. Può anche essere una pagina di 4.000 parole che costringe il lettore a cercare per cinque minuti la risposta che gli serviva.
Per me la lunghezza arriva dopo. Prima vengono la domanda, il livello di approfondimento necessario e il contesto della ricerca. Una pagina commerciale deve spiegare bene il servizio e ridurre i dubbi di chi sta valutando un fornitore. Una guida informativa deve accompagnare il lettore dall’inizio alla soluzione senza saltare passaggi importanti.
La SEO on-page comprende title, heading, testo, immagini, link, struttura della pagina e altri elementi. Ma non lavoro con una checklist meccanica. Un H2 non migliora una pagina perché contiene una parola chiave. Migliora la lettura se organizza bene l’informazione.
Lo stesso vale per le keyword. Le uso per capire il linguaggio delle persone e la domanda esistente. Non le considero una quantità da raggiungere. Se un sinonimo rende una frase più naturale, preferisco il sinonimo.
Esperienza e fonti
Provo ad aggiungere ciò che una persona non trova copiando dieci risultati di Google. Possono essere dati del progetto, esempi, test, screenshot, confronti, errori che ho visto durante gli audit o spiegazioni nate dal lavoro quotidiano.
Se un’affermazione richiede una fonte, preferisco collegare documentazione affidabile. Se invece sto raccontando un caso che ho gestito, spiego cosa abbiamo fatto e cosa è successo.
Se vuoi vedere come organizzo un contenuto editoriale, puoi leggere la mia guida su come scrivere un articolo per il blog →
SEO e ricerca AI nel 2026
La ricerca cambia. Le fondamenta restano sorprendentemente familiari.
Oggi una persona può cercare su Google, incontrare un’AI Overview, usare AI Mode, aprire ChatGPT o confrontare più fonti prima di visitare un sito.
Questo modifica il percorso. Non significa però che dobbiamo inventare una lingua segreta per le intelligenze artificiali. Google spiega che le normali basi SEO continuano a valere anche per AI Overview e AI Mode e che non servono markup speciali creati apposta per comparire in queste esperienze.
Per questo continuo a lavorare su accessibilità tecnica, informazioni testuali chiare, buoni link interni, esperienza della pagina, contenuti originali e segnali esterni. Aggiungo poi un’analisi più ampia delle fonti che vengono citate, dei luoghi in cui il brand compare e delle domande più articolate che le persone possono fare.
Se vuoi approfondire il tema, ho raccolto la mia visione nella guida alla SEO nel 2026 →
Puoi leggere anche la documentazione ufficiale di Google sulle funzionalità AI →
Essere accessibili
Se il contenuto non è raggiungibile o indicizzabile, il resto del lavoro parte male.
Essere comprensibili
Pagine chiare, informazioni testuali e struttura leggibile aiutano persone e sistemi.
Aggiungere qualcosa
Esperienza, dati, esempi e materiale originale riducono l’effetto “ennesima copia”.
Essere citati
Il brand vive anche fuori dal sito, dentro fonti, recensioni, media e pagine di settore.
Convincere chi arriva
La visibilità vale poco se la pagina non aiuta la persona a scegliere.
Internal linking
I link interni non servono soltanto a “passare SEO”. Servono a costruire una gerarchia.
Immagina un sito con duecento articoli e cinque pagine che generano realmente richieste. Se quasi tutti gli articoli ricevono pochi collegamenti e il menu invia centinaia di link verso le stesse pagine, la struttura può diventare sbilanciata.
Analizzo quali URL ricevono più collegamenti, quali rimangono isolati e come le pagine dello stesso argomento si sostengono a vicenda. Cerco di evitare link inseriti solo per ripetere una keyword esatta. Preferisco anchor descrittive, naturali e coerenti con il contesto.
Anche i redirect interni meritano attenzione. Se un articolo continua a collegare una vecchia URL che poi esegue un 301, aggiorno il collegamento e punto direttamente alla destinazione finale. Piccole inefficienze, moltiplicate per centinaia di pagine, possono rendere il sito più disordinato del necessario.
L’obiettivo è semplice: una persona e un crawler devono poter capire facilmente quali pagine fanno parte dello stesso argomento e quali sono le più importanti.
SEO off-page
Un sito non costruisce autorevolezza parlando bene di se stesso.
I backlink continuano a essere una parte della SEO, ma non considero la link building una gara a chi accumula più collegamenti. Mi interessa la qualità del contesto, la pertinenza della fonte e il motivo per cui quel link esiste.
Alcuni progetti hanno bisogno di recuperare link persi. Altri devono spostare autorevolezza da vecchie URL a pagine nuove. Altri ancora hanno bisogno di digital PR, contenuti che meritano citazioni o relazioni con siti di settore.
Guardo anche le menzioni senza link, le fonti che parlano dei competitor e i siti che Google o i sistemi AI utilizzano frequentemente in una determinata nicchia. Questo non significa inseguire ogni citazione. Significa capire dove si forma la reputazione digitale di un mercato.
Ho approfondito l’argomento nella guida su come fare link building →
Casi studio
Preferisco mostrarti ciò che è successo su progetti reali.
I risultati di un cliente non garantiscono quelli di un altro. Settore, situazione iniziale, concorrenza e risorse cambiano. I casi studio servono però a capire come ragiono, quali indicatori guardo e come collego la SEO agli obiettivi di business.
Il progetto partiva da una perdita di traffico e da difficoltà nel posizionarsi sulle ricerche più importanti. Dopo l’analisi abbiamo lavorato su portale, struttura, mobile, SEO e conversione.
- Crescita del traffico organico di circa il 150% rispetto all’anno precedente
- Interventi su UX, architettura e contenuti
- Obiettivo legato ai lead, non solo alle visite
In questo progetto Local SEO la crescita non si è fermata alle chiamate. La scheda Google ha generato anche interazioni utili per l’attività sul territorio.
- 565 richieste di indicazioni
- 212 visite al sito provenienti dalla scheda Google
- Lavoro su scheda, sito e ricerca locale
Un progetto in cui il lavoro SEO ha accompagnato l’espansione dell’azienda. Non mi limito a guardare ranking e impression. Cerco di capire se la crescita organica aiuta il business.
- Supporto allo sviluppo dell’azienda
- Strategia collegata agli obiettivi commerciali
- Coordinamento tra contenuti, struttura e priorità
Consulente SEO freelance o agenzia
La scelta dipende dal tipo di rapporto che vuoi avere con chi segue il progetto.
Un’agenzia può avere molti professionisti interni e gestire contemporaneamente attività diverse. È una soluzione valida per aziende che vogliono concentrare molti servizi sotto una sola struttura.
Un consulente freelance offre spesso un rapporto più diretto. Parli con la persona che analizza il sito, propone le priorità e segue l’evoluzione della strategia.
Il mio modo di lavorare sta nel mezzo. Rimango il referente principale e seguo personalmente la parte strategica, ma posso collaborare con sviluppatori, designer, copywriter o altri professionisti se il progetto richiede competenze specifiche.
Non penso che il freelance sia sempre migliore dell’agenzia. Preferisco spiegarti la differenza e lasciarti decidere quale organizzazione si adatta meglio alla tua azienda.
La consulenza può avere senso se…
- il sito riceve poco traffico organico e non sai perché;
- hai perso posizioni o clic dopo aggiornamenti o modifiche;
- hai molte pagine ma poche generano risultati;
- stai rifacendo o migrando il sito;
- vuoi far crescere categorie e schede prodotto di un e-commerce;
- vuoi collegare meglio SEO, contenuti e conversioni;
- hai un team interno che ha bisogno di una direzione SEO.
Potrei dirti di non partire dalla SEO se…
- non hai ancora definito bene cosa vendi e a chi;
- cerchi risultati immediati su un mercato molto competitivo;
- non puoi modificare il sito né produrre le risorse necessarie;
- vuoi una garanzia di prima posizione;
- ti interessa soltanto aumentare un numero di traffico senza collegarlo a un obiettivo.
Specializzazioni
La stessa SEO cambia molto in base al tipo di sito.
Un e-commerce con migliaia di prodotti ha problemi diversi da un professionista locale. Per questo separo alcune attività quando cambiano struttura, dati e priorità.
Local SEO
Sito, Google Business Profile, recensioni, local pack, citazioni e pagine territoriali per aziende che lavorano in una o più aree geografiche.
SEO per e-commerce
Categorie, prodotti, filtri, varianti, faceted navigation, immagini, dati strutturati e linking interno per negozi con architetture più complesse.
SEO su Amazon
Ricerca interna, query, struttura delle schede, contenuti e ottimizzazione della pagina prodotto per chi vende sul marketplace.
SEO internazionale
Struttura delle versioni linguistiche, hreflang, mercati, contenuti locali e coordinamento tra pagine che devono lavorare in paesi differenti.
La strategia dipende dal mercato, non da una semplice traduzione della pagina italiana.
Chi seguirà il tuo progetto
Sono Alessandro Aru.
Ho lavorato nel marketing digitale per aziende, web agency, progetti editoriali ed e-commerce. Nel mio percorso ho seguito SEO, CRO, advertising, contenuti e strategia. Oggi sono anche Marketing Manager di Crystal Srl e porto dentro Wonize ciò che imparo lavorando ogni giorno su progetti reali.
Mi piace la SEO perché obbliga a mettere insieme tecnica, linguaggio, dati e comportamento delle persone. Un giorno puoi trovarti davanti a un problema di canonical. Il giorno dopo devi capire perché una pagina che riceve migliaia di impression non ottiene clic. Un’altra volta devi decidere se aggiornare cinquanta articoli, accorparli o lasciarli stare.
Non voglio impressionarti con un elenco di tool. Voglio spiegarti cosa vedo, perché penso che una modifica abbia senso e quali risultati useremo per capire se la decisione era corretta.
Quanto costa
Il prezzo dipende dalla quantità di lavoro, non da un listino universale.
Un’attività locale con venti pagine non richiede lo stesso lavoro di un e-commerce con decine di migliaia di URL. Pubblico comunque delle fasce di partenza perché preferisco darti un riferimento prima della call.
SEO Base
da 400 €Per progetti piccoli, attività locali o siti che richiedono un lavoro continuativo contenuto.
SEO Pro
da 700 €Per siti che richiedono lavoro continuativo su tecnica, contenuti, on-page, monitoraggio e off-page.
SEO Top
da 2.000 €Per mercati competitivi, e-commerce o progetti che richiedono più attività e coordinamento.
Consulenza live
200 €Due ore in call per analizzare sito, dati, problemi e decisioni da prendere. Prezzi + IVA.
Per capire meglio cosa incide sul budget puoi leggere la guida su quanto costa la SEO →
FAQ
Domande sulla consulenza SEO
Ho raccolto le domande che ricevo più spesso prima di iniziare un progetto.
In quanto tempo si vedono i risultati SEO?
Non esiste un tempo uguale per tutti. Dipende dalla situazione iniziale, dalla concorrenza, dal tipo di problema e dalle risorse disponibili. Alcuni interventi tecnici possono mostrare effetti abbastanza presto. Entrare in mercati competitivi richiede spesso diversi mesi. Preferisco definire obiettivi intermedi e misurare i segnali che ci dicono se stiamo andando nella direzione giusta.
Puoi garantire la prima posizione su Google?
No. Nessun consulente controlla i sistemi di Google e non prometto una posizione specifica. Posso analizzare la domanda, migliorare il sito, lavorare sull’autorevolezza e aumentare le possibilità di competere per ricerche importanti.
Posso chiederti soltanto un Audit SEO?
Sì. Posso analizzare il sito e consegnarti una roadmap da gestire internamente. Se hai sviluppatori, copywriter o un reparto marketing, posso anche lavorare con loro durante l’implementazione.
Ti occupi anche dei contenuti?
Sì. Posso analizzare il piano editoriale, individuare contenuti da creare, aggiornare o accorpare, preparare brief e intervenire direttamente sulle pagine quando il progetto lo richiede.
La SEO funziona ancora con AI Overview e AI Mode?
Sì. Anche Google continua a indicare le normali best practice SEO come base per le sue funzionalità generative. Cambia il modo in cui le persone possono ricevere e approfondire una risposta, quindi guardo anche citazioni, fonti esterne e nuove forme di ricerca.
Lavori solo a Milano?
No. Posso seguire progetti da remoto in tutta Italia e all’estero. Milano rimane una delle aree in cui lavoro, ma la consulenza SEO non richiede che cliente e consulente siano nella stessa città.
Puoi lavorare con la mia agenzia o con il mio sviluppatore?
Sì. Posso occuparmi della strategia SEO e coordinarmi con le persone che già lavorano sul progetto. In molti casi è la soluzione più efficiente perché evita di sostituire competenze che l’azienda possiede già.
Serve pubblicare articoli ogni settimana?
No. Preferisco pubblicare un contenuto quando esiste una ragione. Prima controllo ciò che hai già. A volte il miglior investimento consiste nell’aggiornare, fondere o collegare meglio pagine esistenti invece di aggiungerne altre.
Parliamo del progetto
Dimmi cosa vuoi ottenere e ti dirò dove lavorerei per prima cosa.
Indicami il sito, spiegami l’obiettivo e raccontami cosa ti sembra bloccato. Prima di proporti attività preferisco capire se la SEO è la leva giusta, se va affiancata ad altro oppure se conviene partire da una priorità diversa.