Vuoi ottenere più recensioni su Google?
Allora la prima cosa che devi fare è dimenticare parecchi dei vecchi “trucchi” che venivano consigliati online fino a qualche anno fa.
Niente coupon in cambio di una recensione.
Niente regalo se il cliente lascia cinque stelle.
Niente sistema che manda i clienti soddisfatti su Google e quelli arrabbiati in un modulo nascosto.
E soprattutto niente pacchetti da:
50 recensioni Google positive a 99 euro.
Se qualcuno te li propone, risparmia quei 99 euro.
Google è diventato molto più attento nel riconoscere comportamenti anomali, recensioni non autentiche e tentativi di manipolare la reputazione di un’attività.
Ne ho parlato anche nell’articolo in cui spiego come Google rimuoverà le recensioni false.
Questo però non significa che devi sederti dietro il bancone e aspettare che prima o poi qualcuno decida spontaneamente di recensirti.
Puoi chiedere recensioni.
E dovresti farlo.
Devi semplicemente farlo bene.
Le recensioni continuano infatti ad avere un peso enorme nella decisione delle persone.
Una ricerca BrightLocal pubblicata nel 2026 ha rilevato che il 97% dei consumatori intervistati legge recensioni online quando deve valutare un’attività locale.
Ma c’è un dato ancora più interessante.
Le persone non guardano soltanto il numero delle stelline.
Controllano quanto sono recenti le recensioni.
Leggono cosa raccontano.
Guardano se le esperienze descritte da clienti diversi sono coerenti.
E osservano persino se l’azienda risponde.
Per questo oggi non parlerei più semplicemente di:
Come ottenere tante recensioni su Google?
La domanda corretta è:
Come costruire nel tempo un profilo di recensioni autentico, recente e credibile?
È questo che vedremo.
Prima di tutto: Google My Business oggi si chiama Google Business Profile
Partiamo aggiornando anche il nome.
Per anni abbiamo parlato di Google My Business.
Oggi il servizio si chiama Google Business Profile, oppure Profilo dell’attività su Google in italiano.
È la scheda che può comparire nella Ricerca Google e su Google Maps con informazioni come:
- nome dell’attività;
- indirizzo;
- orari;
- numero di telefono;
- fotografie;
- servizi;
- valutazione media;
- recensioni dei clienti.
Se hai un’attività locale, questa scheda può diventare uno dei primi punti di contatto tra te e un potenziale cliente.
Immagina una persona che cerca:
dentista vicino a me
oppure:
ristorante giapponese Milano
Potrebbe vedere più attività una accanto all’altra.
A quel punto cosa distinguerà una scheda dall’altra?
La distanza conta.
La pertinenza conta.
Ma agli occhi dell’utente contano moltissimo anche fotografia, valutazione e recensioni.
Non cercare soltanto di avere cinque stelle
Questa secondo me è una delle idee più vecchie da abbandonare.
Molte aziende vedono le recensioni in questo modo:
Più cinque stelle ho, meglio è.
Naturalmente una valutazione alta è piacevole.
Ma prova a metterti nei panni del cliente.
Trovi un’attività con 347 recensioni.
Tutte da cinque stelle.
Tutte brevissime.
“Ottimo.”
“Consigliato.”
“Top.”
“Servizio perfetto.”
E magari cento di queste sono arrivate nello stesso mese.
Non ti verrebbe almeno un piccolo dubbio?
Una reputazione credibile non deve sembrare costruita.
Deve raccontare esperienze vere.
Google stesso sta spingendo verso recensioni più utili e comprensibili, argomento che ho approfondito nel mio articolo su come Google vuole recensioni più chiare.
Lo stesso principio vale anche se sei tu a pubblicare recensioni sul tuo sito. In quel caso ti consiglio di leggere la mia guida su come scrivere recensioni di prodotti o su Google.
La prima tecnica per ottenere più recensioni? Chiederle
Sembra quasi troppo semplice.
Ma tantissime attività non lo fanno.
Il cliente paga.
Saluta.
Se ne va.
Fine.
Poi il proprietario controlla Google tre giorni dopo e pensa:
Perché nessuno ci lascia mai una recensione?
Perché la maggior parte delle persone ha altro da fare.
Anche un cliente molto soddisfatto può tornare a casa, preparare la cena, rispondere a venti messaggi WhatsApp e dimenticarsi completamente di te.
Una richiesta gentile può fare una grande differenza.
Per esempio:
Grazie per averci scelto. Se hai un minuto e ti va di raccontare la tua esperienza, una recensione su Google ci sarebbe molto utile. Ti mando il link così non devi cercarci.
Niente pressione.
Niente richiesta delle cinque stelle.
Niente istruzioni su cosa deve scrivere.
Stai semplicemente chiedendo un’opinione autentica.
Chiedi la recensione al momento giusto
Questa è una tecnica che viene sottovalutata tantissimo.
Non esiste il momento perfetto per ogni attività.
Dipende da ciò che vendi.
In un bar il cliente sa già pochi minuti dopo se il caffè gli è piaciuto.
Puoi quindi ricordargli la recensione subito o nella stessa giornata.
Hai un’impresa che ristruttura appartamenti?
La situazione è diversa.
Il cliente potrebbe aver bisogno di qualche giorno per vivere la casa finita e rendersi conto del risultato.
Vendi un materasso?
Chiedere la recensione cinque minuti dopo la consegna sarebbe abbastanza ridicolo.
Non ci ha ancora dormito.
La domanda da farti è quindi:
In quale momento il cliente ha avuto abbastanza tempo per capire se l’esperienza è stata buona?
Quello è probabilmente un buon momento per chiedere.
Puoi persino testare il momento migliore
Questa è una tecnica che mi piace molto e che viene consigliata anche da specialisti Local SEO statunitensi.
Invece di discutere per sei mesi su quale sia il momento perfetto…
provalo.
Per un periodo chiedi la recensione il giorno stesso.
Nel periodo successivo aspetta tre giorni.
Poi prova dopo una settimana.
Misura quante richieste invii e quante recensioni ricevi.
Potresti scoprire che ciò che funziona per il ristorante del tuo amico non funziona affatto per la tua azienda.
Crea il link diretto alle recensioni Google
Ogni passaggio in più riduce la possibilità che una persona faccia quello che chiedi.
Non scrivere:
Cercaci su Google, entra nella nostra scheda, apri la sezione recensioni, premi il pulsante e poi…
Hai già perso metà dei clienti al secondo passaggio.
Google Business Profile permette di creare un link diretto per richiedere recensioni.
Puoi condividerlo con il cliente attraverso:
- email;
- SMS;
- WhatsApp;
- ricevuta;
- fattura;
- sito web;
- materiale stampato.
Un clic.
E il cliente è già nel posto giusto.
Usa il QR code, ma mettilo dove ha senso
Google permette anche di generare un QR code collegato alla richiesta di recensione.
È comodissimo soprattutto per le attività fisiche.
Puoi inserirlo:
- sullo scontrino;
- sulla ricevuta;
- sul tavolo del ristorante;
- sulla confezione;
- su una cartolina consegnata al cliente;
- vicino alla cassa;
- su una piccola locandina.
Ma non trasformare il locale in Times Square.
Un QR code chiaro nel punto giusto funziona meglio di venti cartelli:
RECENSISCICI!!!
sparsi ovunque.
Personalizza la richiesta
Quale messaggio ti convince di più?
Questo:
Gentile cliente, la invitiamo a fornire una valutazione relativa all’esperienza di acquisto.
Oppure:
Ciao Marco, grazie ancora per averci affidato la ristrutturazione del bagno. Speriamo che il risultato ti stia piacendo. Se hai un minuto, ci farebbe piacere conoscere la tua esperienza. Puoi lasciare una recensione qui: [link]
Io sceglierei il secondo.
Non devi scrivere un romanzo per ogni cliente.
Bastano nome e un riferimento reale all’esperienza.
Fa capire che non hai semplicemente premuto “Invia a tutti”.
Chiedi a tutti, non soltanto a chi sembra soddisfatto
Questo passaggio è molto importante.
Immagina di inviare prima un questionario:
Quanto sei soddisfatto da 1 a 10?
Chi risponde 9 o 10 riceve:
Fantastico! Lasciaci una recensione su Google.
Chi risponde 5 riceve invece soltanto un modulo privato.
Furbo?
No.
È il cosiddetto review gating.
Google vieta di scoraggiare le recensioni negative o di sollecitare selettivamente soltanto quelle positive.
Se chiedi recensioni, costruisci un processo neutrale.
Il cliente soddisfatto può recensirti.
Quello meno soddisfatto può recensirti.
Fa parte del gioco.
Non offrire sconti o regali in cambio della recensione
Nel vecchio articolo consigliavo anche gli incentivi.
Quel consiglio oggi va cancellato con una bella riga rossa.
Google vieta incentivi come:
- denaro;
- buoni sconto;
- prodotti gratuiti;
- servizi gratuiti;
- vantaggi concessi in cambio della recensione.
E vale anche per modificare o rimuovere una recensione negativa.
Quindi niente:
Se togli la recensione negativa ti facciamo uno sconto del 20%.
Risolvete il problema.
Poi il cliente sarà libero di decidere cosa fare della propria recensione.
Non dire al cliente cosa deve scrivere
Altro errore che vedo spesso:
Quando fai la recensione scrivi che siamo il miglior idraulico di Milano e che siamo stati veloci.
No.
Il cliente deve raccontare la sua esperienza.
Puoi incoraggiarlo a essere specifico in modo neutrale.
Per esempio:
Se ti va, racconta semplicemente com’è stata la tua esperienza con noi.
Basta.
Non scrivere la recensione al posto suo.
E non trasformare il dipendente in un SEO che suggerisce keyword al cliente.
Invia un promemoria, ma non diventare uno stalker
Hai inviato la richiesta.
Nessuna recensione.
Puoi ricordarglielo?
Sì.
Un follow-up gentile dopo qualche giorno può funzionare molto bene.
Per esempio:
Ciao Laura, ti mando un ultimo promemoria nel caso il messaggio precedente ti fosse sfuggito. Se hai un minuto e vuoi lasciare un feedback sulla tua esperienza, trovi il link qui: [link]. Grazie ancora.
Fine.
Non serve un secondo.
Poi un terzo.
Poi:
Laura, vediamo che non hai ancora lasciato la recensione…
Laura a quel punto potrebbe lasciarla.
Ma forse non sarà quella che speravi.
Trasforma la richiesta di recensioni in un processo continuo
Questo è probabilmente uno dei consigli migliori che ho trovato analizzando le strategie Local SEO utilizzate negli Stati Uniti.
Non fare campagne del tipo:
Questo mese dobbiamo ottenere 100 recensioni!
E poi dimenticarti delle recensioni per i successivi undici mesi.
È molto meglio costruire un sistema costante.
Ogni settimana acquisisci nuovi clienti?
Ogni settimana una parte di quei clienti può ricevere una richiesta di recensione.
In questo modo ottieni qualcosa di molto più naturale:
un flusso continuo di nuove recensioni.
E la recenza conta.
Il sondaggio BrightLocal 2026 ha rilevato che il 74% dei consumatori intervistati presta attenzione soprattutto alle recensioni pubblicate negli ultimi tre mesi.
Quindi avere 500 recensioni ma nessuna pubblicata da un anno può raccontare una storia diversa da avere continuamente nuovi feedback.
Forma il personale, ma non trasformare la recensione in una gara
Se hai dipendenti a contatto con i clienti, coinvolgili.
Spiega loro quando e come chiedere una recensione.
Per esempio, dopo aver risolto un problema:
Sono contento che siamo riusciti a risolvere. Se ti va di raccontare la tua esperienza, posso mandarti il link per una recensione su Google.
Una richiesta naturale.
Evita però sistemi del tipo:
Ogni dipendente deve ottenere almeno dieci recensioni al mese.
Perché?
Perché rischi di trasformare una richiesta spontanea in pressione sul cliente.
Vuoi premiare il personale?
Premialo per la qualità del servizio.
Non per quante persone riesce a convincere a scrivere cinque stelline.
Rispondi alle recensioni positive
Hai ricevuto una bella recensione.
Il cliente ha speso cinque minuti per raccontare la sua esperienza.
Tu puoi spenderne uno per ringraziarlo.
Evita però di rispondere a cinquanta recensioni con:
Grazie per la recensione!
Uguale.
Identico.
Copia.
Incolla.
Se il cliente ha scritto qualcosa di specifico, rispondi a quello.
Ha apprezzato la carbonara?
Puoi scrivere:
Grazie Paolo, siamo felici che ti sia piaciuta la carbonara. Riferiremo i complimenti anche alla cucina. A presto!
Sembra una risposta.
Non un autoresponder.
Rispondi soprattutto alle recensioni negative
Una stella.
Cliente furioso.
Il tuo primo istinto?
QUESTO CLIENTE STA MENTENDO!
Non rispondere ancora.
Aspetta.
Rileggi.
Controlla cosa è successo.
Poi rispondi pensando a una cosa importante.
La risposta non è destinata soltanto alla persona che ha scritto la recensione.
La leggeranno anche i potenziali clienti.
Una buona risposta potrebbe quindi dire:
Ciao Andrea, ci dispiace che l’esperienza non sia stata quella che ti aspettavi. Abbiamo controllato quanto accaduto e vorremmo capire meglio il problema. Se vuoi contattarci a [recapito], proviamo a trovare una soluzione.
Hai riconosciuto il problema.
Non hai insultato nessuno.
Hai mostrato disponibilità.
Questo può valere moltissimo agli occhi di chi arriverà dopo.
Una recensione negativa non è necessariamente una tragedia
Naturalmente nessuno desidera recensioni negative.
Ma una reputazione reale contiene quasi sempre opinioni diverse.
E una critica può persino aiutarti a capire qualcosa che non avevi visto.
Tre persone in un mese scrivono che al telefono nessuno risponde?
Forse non hai un problema di recensioni.
Hai un problema con il telefono.
Cinque clienti lamentano tempi di attesa?
Può esserci un problema organizzativo.
Le recensioni sono anche una gigantesca ricerca di mercato gratuita.
Usala.
Non limitarti a Google
Google rimane importantissimo.
Ma nel 2026 costruire tutta la propria reputazione online su una sola piattaforma è una scelta abbastanza limitante.
Le persone possono cercare opinioni su:
- Google;
- Facebook;
- Trustpilot;
- Tripadvisor;
- portali verticali del settore;
- YouTube;
- TikTok;
- Reddit;
- ChatGPT e altri strumenti AI.
Ed è proprio questa una delle novità più interessanti.
Una ricerca BrightLocal del 2026 ha rilevato una crescita molto forte nell’utilizzo di ChatGPT e degli altri sistemi generativi per ottenere consigli sulle attività locali.
Cosa significa?
Che la tua reputazione può essere letta, riassunta e utilizzata in percorsi di ricerca diversi dalla tradizionale scheda Google.
Per questo inizierei a osservare anche quali siti, portali e fonti vengono citati quando qualcuno cerca aziende come la tua attraverso un’intelligenza artificiale.
Le recensioni possono diventare informazioni utilizzate anche dalle AI
Immagina di chiedere a ChatGPT:
Qual è un buon ristorante di pesce a Cagliari per una cena tranquilla?
Non stai cercando semplicemente:
ristorante pesce Cagliari.
Hai aggiunto un dettaglio.
Vuoi una cena tranquilla.
Se decine di recensioni descrivono un locale come:
- rumoroso;
- pieno di gruppi;
- molto vivace;
quelle informazioni raccontano qualcosa di molto più preciso delle semplici quattro stelle e mezzo.
Ecco perché oggi la qualità del testo delle recensioni acquista ancora più interesse.
Non chiedere recensioni soltanto quando ne hai bisogno
Un errore tipico?
Ricevi una recensione negativa.
Panico.
Improvvisamente mandi una richiesta a cinquanta clienti.
Poi torni a dimenticarti della reputazione per sei mesi.
Non gestire le recensioni come un estintore.
Costruisci un processo.
Può essere molto semplice.
- Il cliente conclude l’acquisto o il servizio.
- Aspetti il tempo necessario per consentirgli di valutare l’esperienza.
- Invii una richiesta breve e personalizzata.
- Inserisci il link diretto alla recensione.
- Se necessario invii un solo promemoria.
- Rispondi alla recensione quando arriva.
Ripeti.
Ogni settimana.
Ogni mese.
Per tutto l’anno.
Molto meno spettacolare di comprare 200 recensioni.
Ma infinitamente più sensato.
Misura quante richieste diventano recensioni
Se vuoi migliorare il processo devi misurarlo.
Non serve costruire il centro di controllo della NASA.
Puoi partire con un semplice foglio.
Segna:
- numero di richieste inviate;
- numero di recensioni ricevute;
- canale utilizzato;
- tempo trascorso tra esperienza e richiesta;
- numero di follow-up;
- andamento delle recensioni nel tempo.
Dopo qualche mese inizierai a vedere degli schemi.
Magari l’email funziona poco ma WhatsApp converte bene.
Oppure scopri che chiedere dopo sette giorni funziona meglio che aspettarne trenta.
Non indovinare.
Misura.
La tecnica più potente rimane offrire un’esperienza che merita una recensione
Possiamo parlare per ore di QR code.
Email.
WhatsApp.
Automazioni.
Timing.
Ma se il servizio è mediocre stiamo cercando di risolvere il problema sbagliato.
Le persone hanno più voglia di raccontare ciò che le colpisce.
Può essere una cosa enorme.
Oppure un piccolo dettaglio.
Il ristorante che si ricorda dell’allergia comunicata durante la prenotazione.
L’idraulico che arriva nell’orario concordato e lascia il bagno pulito.
L’ecommerce che risolve un problema senza costringere il cliente a mandare sette email.
L’albergo che vede una famiglia con un bambino piccolo e prepara la culla prima ancora che venga richiesta.
Queste sono cose che una persona può avere voglia di raccontare.
Quindi chiediti:
Cosa stiamo facendo che un cliente avrebbe voglia di raccontare spontaneamente a un amico?
Se la risposta è:
“Niente di particolare.”
Io partirei da lì.
Come ottenere più recensioni Google: il metodo che userei oggi
Se dovessi costruire oggi un sistema di recensioni per una piccola attività locale, farei così.
- Ottimizzerei prima l’esperienza del cliente. Chiedere recensioni non risolve un servizio scadente.
- Creerei il link diretto e il QR code Google. Meno passaggi deve fare il cliente, meglio è.
- Individuerei il momento migliore. Non sempre coincide con il pagamento.
- Chiederei feedback in modo neutrale a tutti i clienti idonei. Non soltanto a quelli che sembrano entusiasti.
- Personalizzerei leggermente il messaggio. Nome e riferimento all’esperienza possono bastare.
- Farei un solo follow-up. Ricordare va bene. Perseguitare no.
- Risponderei alle recensioni. Positive e negative.
- Continuerei durante tutto l’anno. Meglio un flusso costante che una fiammata improvvisa.
- Misurerei i risultati. Canale, tempistica e percentuale di risposta.
- Controllerei anche gli altri siti di recensioni. La reputazione online non vive più soltanto dentro Google.
Non ti servono trucchi per migliorare le recensioni su Google
La parte curiosa è questa.
Più Google diventa bravo a riconoscere manipolazioni, più la strategia migliore diventa semplice.
Offri un buon servizio.
Chiedi una recensione vera.
Rendi semplice lasciarla.
Non comprare opinioni.
Non premiare il cliente in cambio di stelle.
Non nascondere chi ha avuto un’esperienza negativa.
Rispondi.
Ascolta quello che viene scritto.
E continua nel tempo.
Non è la strategia più sexy del mondo.
Ma è quella che preferirei utilizzare sulla reputazione di un’azienda che deve rimanere online per anni.
E la tua attività?
Quante recensioni ha ricevuto negli ultimi tre mesi?
Se la risposta è “quasi nessuna”, forse non hai bisogno di clienti più generosi.
Hai bisogno di un sistema migliore per chiedere il loro feedback.

