Google vuole recensioni più chiare: ecco cosa devi sapere per non sbagliare
Google ha cambiato le regole sulle recensioni: scopri come evitare penalizzazioni e mantenere le stelline nei risultati di ricerca.
Hai difficoltà a migliorare il tuo posizionamento SEO? Classificare il proprio sito web sui motori di ricerca senza una strategia SEO ben rodata è piuttosto difficile oggigiorno, anche perché internet pullula di concorrenti che offrono i tuoi stessi prodotti e/o servizi. Conoscere come funziona l’algoritmo di Google e degli altri motori di ricerca, quali sono le parole chiave su cui puntare, quali tecniche SEO evitare e quali adottare, ti aiuterà a migliorare la tua visibilità sul web. In questa pagina troverai guide, risorse, trucchi e consigli su come ottimizzare al meglio il tuo sito web, pagina social ecc… così da riuscire ad ottenere un posizionamento migliore.
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Non me l’aspettavo, lo ammetto. Dopo quindici anni passati a controllare posizioni su Google, mi ritrovo a scrivere quello che potrebbe essere l’epitaffio del monitoraggio delle parole chiave come lo conosciamo.
Google ha tirato fuori un colpo da maestro che sta mandando in tilt l’intero settore: ha eliminato il parametro num=100, quello che permetteva di vedere 100 risultati per ogni ricerca.
Sembra una cosa tecnica da addetti ai lavori, vero? Ma vi assicuro che le conseguenze sono enormi. Stiamo parlando della fine di un’era e dell’inizio di qualcosa di completamente diverso.
Google dichiara guerra al controllo delle posizioni
Facciamo un passo indietro per chi non mastica pane e SEO tutti i giorni.
Il monitoraggio delle parole chiave – chiamato anche rank tracking – è quella attività che consiste nel controllare dove si posiziona un sito web nei risultati di Google per determinate keyword.
Fino a poco tempo fa, tutti gli strumenti di controllo delle keyword si basavano su un trucchetto: aggiungevano “num=100” alle ricerche di Google per vedere 100 risultati invece dei soliti 10. Questo permetteva di scansionare efficacemente le posizioni e di creare quei bei grafici che mostravano l’andamento nel tempo.
Google ha deciso di chiudere i rubinetti. Ha disattivato questo parametro, costringendo chi fa monitoraggio delle parole chiave a una scelta impossibile: o scansioni 10 volte di più (aumentando i costi in modo insostenibile) oppure ti accontenti di monitorare solo le prime 20 posizioni.
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Parliamoci chiaro: non importa quanto il tuo contenuto sembri curato o autorevole a un lettore umano se poi ChatGPT, Claude o Perplexity non lo pescano mai dal loro mare di informazioni. Il recupero – o retrieval per gli amici anglofili – non riguarda solo l’esistenza della tua pagina. Riguarda come le macchine interpretano il significato delle tue parole.
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